Collage è un complesso musicale italiano che ha riscosso un buon successo a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, grazie alla sua partecipazione a vari festival di Sanremo.
Il genere musicale di riferimento è quello del pop melodico italiano.

Esordi e storia
Prendendo spunto, per il nome, dall’album Collage della band Le Orme, il primo nucleo del complesso si costituisce a Olbia nel 1971 dall’unione tra i MAL P2 e i The Angels dei fratelli Piero e Tore Fazzi, originari di Alà dei Sardi; l’idea è del chitarrista olbiese Piero Pischedda, realizzata sotto la guida del saxofonista/manager Paoluccio Masala, tuttofare della band nonché falegname di professione).
La prima formazione comprende Masino Usai alla batteria, Piero Pischedda alla chitarra solista, il napoletano Pino Ambrosio a tastiere e voce, Tore Fazzi a basso e voce, Piero Fazzi a chitarra ritmica e voce, oltre al cantante Luciano Degortes, che nel 1974 abbandonerà definitivamente il gruppo, anche per la chiamata al servizio militare. Il quintetto inizia a suonare in Sardegna, ma già nel 1972 partecipa come ospite al festival di Castrocaro con il brano Tu che pensi a tutto. La band viene notata da Massimo Di Cicco, produttore, che nel 1975 consente il debutto del complesso in sala per la registrazione del brano Angeli sbagliati, che diverrà il primo 45 giri della sua discografia.
Già nella forrmazione a cinque (per la defezione di Degortes), il complesso dei Collage ottiene un contratto con la Harmony, etichetta di proprietà della SAAR di Walter Guertler, e nel 1976 vince il Festival di Castrocaro con la canzone Due ragazzi nel sole, con cui riscuote un notevole successo e raggiunge la fama presso il grande pubblico.
Nel 1977 la band approda a Sanremo per partecipare alla 27a edizione del festival della canzone italiana con il brano Tu mi rubi l’anima: i due primi singoli raggiungono le vette delle classifiche e portano al successo il loro primo album Due ragazzi nel sole, ripubblicato dopo la partecipazione al festival di Sanremo col titolo Tu mi rubi l’anima.
Negli anni a seguire il successo arriva sempre puntuale con brani come Sole rosso, Lei non sapeva far l’amore, Donna musica, Un’altra estate, La gente Parla, I ragazzi che si amano.
Tra un tour e l’altro la band partecipa ad altre tre edizioni del festival di Sanremo (alla XXIX edizione del 1979 con La gente parla, alla XXXI edizione del 1981 con I ragazzi che si amano e alla XXXIV edizione del 1984 con Quanto ti amo) e lancia in Spagna e Sudamerica Como dos niños, Poco a poco…, La gente habla e Sol caliente, versioni spagnole di alcuni tra i maggiori successi del complesso, che si piazzano in cima alle classifiche.
Dopo un periodo di riflessione e alcune defezioni, sul principio degli anni novanta i fratelli Fazzi, unici superstiti della formazione originale, avvalendosi della collaborazione di altri musicisti (tra cui Mario Chessa, violinista e valido tastierista) danno luogo alla sperimentazione di nuove sonorità che caratterizzano un nuovo corso artistico; il rilancio discografico avviene con l’album cd Replay del 1994 e, nel 2000, con l’album antologico Settantaseiduemila contenente anche brani live.
Nel 2003 nascono le nuove atmosfere di Abitudini e no, un progetto discografico musicalmente aperto, ricercato e mai scontato, dove sonorità jazz e funky si fondono rivisitando alcuni brani storici, mentre le melodie italiane si vestono di sonorità e ritmi rock blues.
Dal concerto registrato nell’agosto 2008 a Muro Leccese (Lecce), nel 2010 viene pubblicato un album live, che raccoglie le atmosfere delle ultime esibizioni e un nuovo singolo: Non ti dimenticherò.
Nel 2010 il complesso si assesta sotto forma di quartetto, mentre dal Tour 2012 entra in pianta stabile il batterista e percussionista Francesco Astara.

Fonte: Wikipedia

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