Iva Zanicchi nasce a Vaglie di Ligonchio in provincia di Reggio Emilia, il 18 Gennaio 1940. A un primo provino alla fine degli anni ’50 le preferiscono Milva, la futura “pantera” che Iva ritroverà al debutto al Festival di Sanremo nel 1965. Le lezioni di canto, la sua partecipazione come concorrente nella trasmissione televisiva “Campanile sera”, condotta da Mike Bongiorno, un tour nelle balere romagnole. tutto in pochissimi anni.

Nel 1963 si esibisce come concorrente al Festival di Castrocaro con il brano “6 ore”. Riesce così ad accedere alla finale. Ma una brutta laringite non le permette di tirar fuori la splendida voce “nera”: si aggiudica il terzo posto.
Grazie alla sua straordinaria grinta interpretativa Iva Zanicchi conquista i discografici della nuova etichetta Ri-fi Records di Milano che le fanno firmare un contratto. Il suo primo disco viene distribuito nel maggio del 1963 e contiene le canzoni “Zero in amore” e “Come un tramonto”, scritte per lei e arrangiate dal maestro Gorni Kramer.

Il primo grande successo arriva con la canzone “Come ti vorrei”, versione italiana di “Cry to me” (di Bert Russel). Grazie a questo brano debutta a Sanremo nel 1965 con “I tuoi anni più belli”. Ma è due anni dopo, nel 1967, che Iva Zanicchi conquista la sua prima vittoria al Festival di Sanremo con il brano “Non pensare a me”.

Grazie alla sua bellissima voce, dal timbro inconfondibile, nel 1969 vince nettamente il Festival con una canzone che ancora oggi è considerata il suo simbolo, la celeberrima “Zingara”, che Iva presenta insieme a Bobby Solo.

Dopo la sua partecipazione all’Eurofestival di Madrid nel marzo dello stesso anno, con il brano “Due grosse lacrime bianche”, a Parigi è protagonista di uno spettacolo all’Olympia, al quale segue un’intensa tournèe che vede Iva Zanicchi impegnata in numerosi concerti tra il Sudamerica, la Russia e gli Stati Uniti. Al Plaza Hotel di New York conosce Frank Sinatra.

Tra il 1970 e il 1971, la svolta: decide di dedicarsi alle canzoni del compositore greco Mikis Theodorakis. Incidendo uno dei suoi dischi più belli “Caro Theodorakis…Iva”, che vende più di un milione e mezzo di copie. Ma il 1970 è anche l’anno della sua terza partecipazione ad una delle più importanti gare canore italiane, “Canzonissima”. Le sue grandi scollature (davanti, dietro e ai lati) fanno scalpore. Una delle canzoni da lei presentate è “Un fiume amaro” (brano di punta dell’LP “Caro Theodorakis…Iva”). Il successo è senza precedenti.

Le cose tuttavia non sembrano andare come dovrebbero. A Torino, durante un’esibizione in un locale chiamato “Le Roi” un ammiratore comincia a molestarla, fino al punto di salire sul palco e strapparle l’orlo del vestito. Il servizio di sicurezza interviene rendendo inoffensivo l’uomo, armato di un lungo coltello e in evidente stato di confusione mentale.

Tra il 1972 e il 1973 altri due grandi successi, “Coraggio e paura” e “Mi ha stregato il viso tuo”. Torna a esibirsi a “Un disco per l’estate” ma, durante le prove della serata finale, si sente rispondere che non c’è più tempo per provare la sua canzone “I mulini della mente”. Per la troppa tensione Iva accusa un malore e viene portata in albergo. Le prove sono rimandate al pomeriggio ma decide ugualmente di rinunciare alla finale televisiva.

Nel 1974, grazie alla sua terza vittoria con il brano “Ciao cara come stai?”, Iva conquista un primato eccezionale nel panorama della musica italiana: è l’unica donna ad avere vinto per ben tre volte il Festival di Sanremo. Subito dopo, un altro grande successo: il brano “Testarda io” viene inserito dal regista Luchino Visconti nel suo film “Gruppo di famiglia in un interno”.

Nel 1976 si separa dal marito Tonino Ansoldi (figlio di Giobatta Ansoldi, titolare della casa discografica Ri-fi). Iva dichiarerà “Ho avuto uno sbandamento alla fine del mio matrimonio e ho tradito mio marito. Mi congratulo ancora con me stessa. Era la prima volta che mi innamoravo”.

Nel 1983 si presenta alla Mostra della Canzone di Riva del Garda con “Aria di luna” e l’ anno successivo ritorna sul palco di Sanremo con il brano “Chi (mi darà)”. Da questo momento in poi Iva Zanicchi intraprenderà una nuova avventura professionale: nel 1985 debutta in televisione in veste di conduttrice con il programma “Facciamo un affare”. Soltanto un anno dopo ottiene la conduzione di uno dei programmi televisivi più fortunati e longevi della storia della televisione italiana, “Ok, il prezzo è giusto!”.

Dopo anni di inattività discografica nel 2001 esce il singolo “Ho bisogno di te”, edito da Sugar. Nello stesso anno ha dato alle stampe anche un libro; si intitola “Polenta di castagne” in cui racconta in chiave ironica la storia della sua famiglia.

Nel 2002 la Mbo ha pubblicato la raccolta “Testardo io… e altri successi” che contiene tutti i brani storici.

Il 2003 segna il ritorno di Iva Zanicchi al suo grande amore, la musica. Si ripresenta con la Sugar alla 53ma edizione del Festival di Sanremo con il sofisticato brano “Fossi un tango”, prodotto da Mario Lavezzi. Iva dichiara “Qualcuno in passato aveva provato a convincermi a ritornare a Sanremo, ma erano tutti tentativi fini a se stessi. Questa volta è diverso, perché intorno a questa partecipazione c’è un progetto: un album e un tour teatrale. Sono molto contenta di questo lavoro e poi, come dice Lavezzi, l’importante è che, ci stiamo divertendo”.

Alle elezioni del 2004 si presenta candidata all’Europarlamento nelle liste di Forza Italia, ma l’esperienza e i risultati non sono dei più felici.

All’inizio del 2005 Iva Zanicchi torna in tv, su Canale 5, con il programma “Il Piattoforte”.

Nello stesso anno è tra i concorrenti, protagonisti eccellenti, del reality show televisivo “Music Farm” di RaiDue.

Dopo i deludenti risultati elettorali delle elezioni europee del 2014 decide di abbandonare definitivamente l’attività politica.

I progetti futuri la vedranno impegnata in più campi: il teatro, la musica e la letteratura

FONTE : biografieonline.it

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